Terra condivisa

terra condivisa

Questo progetto è destinato ai richiedenti asilo accolti nelle strutture del territorio della Diocesi, oppure a coloro il cui progetto di accoglienza si è già concluso, ma che decidono di stabilirsi nel nostro territorio, oppure a chi si rivolge al Centro di Ascolto diocesano perché uscito dall’accoglienza svoltasi in altri territori e che ancora non ha un progetto per il futuro e alle persone disoccupate che a vario titolo chiedono aiuto e sostegno a Caritas. I richiedenti asilo sono connotati dalla giovane età, dalla scarsa scolarizzazione e da una storia di vita molto difficile e che quindi comporta sia notevoli fragilità che elevata resilienza. Le persone disoccupate che chiedono aiuto al Centro di Ascolto diocesano sono invece principalmente connotate da una storia personale complessa che ha generato una condizione di disagio sociale e di perdita di autostima causando incapacità di riscatto sociale e lavorativo.
Si intende avviare una semplice attività agricola, un orto, che permetta di formare queste persone al lavoro contadino, per facilitare un successivo inserimento nel tessuto produttivo locale (caratterizzato da un’elevata presenza di aziende agricole). Inoltre, grazie all’autoconsumo di quanto prodotto, si offre un sostegno concreto al progetto di vita di chi non è in accoglienza e deve quindi fronteggiare spese di vitto, alloggio, etc.
Si prospetta un progetto pluriennale. Durante la prima annualità si intende avviare la produzione agricola, coinvolgendo fin da subito i destinatari individuati in un tirocinio formativo retribuito, che comprende una ridotta parte teorica (tra cui la formazione obbligatoria sulla sicurezza) e una consistente parte pratica. Si intende accompagnare i destinatari sia nello svolgimento delle azioni tipiche dell’operatore agricolo sia nell’andamento del percorso volto all’autonomia. L’intenzione, infatti, è che vi sia un certo turn-over dei destinatari coinvolti, una volta acquisite alcune competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Durante la seconda annualità si ricercano nuove sinergie sul territorio, tenendo presente l’obiettivo di sostenibilità del progetto nel tempo. I prodotti agricoli possono venire consumati dagli stessi destinatari coinvolti, distribuiti presso le strutture di accoglienza e il Centro di Ascolto diocesano, oppure si sperimentano modalità di commercio. Per questo progetto saranno fondamentali la sua promozione e la creazione di una rete nel territorio finalizzata al suo supporto, così come lo sviluppo del ruolo del volontariato in un’ottica di protagonismo.