Caritas Italiana – in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia – ha promosso una serie di iniziative per assumere l’attenzione che la Chiesa sta riservando al tema “famiglia”, tra cui la sperimentazione del progetto “Rifugiato a casa mia” (a cui ha partecipato anche la nostra Caritas) e il percorso di formazione “Promozione di reti di famiglie”. Per consolidare l’intervento sull’area di lavoro della famiglia, e quindi sviluppare le iniziative avviate, Caritas Italiana promuove il Coordinamento nazionale Carità è Famiglia, a cui partecipano per la nostra Diocesi i coniugi Gambi.
Durante il percorso di formazione “Promozione di reti di famiglie”, sono state sperimentate nel nostro territorio pratiche di progettazione socio-pastorale per e con le famiglie. Da queste è nato il progetto “Errano Slow Family”, ideato dal gruppo famiglie della Parrocchia S. Maria del Rosario in Errano. Le stesse famiglie, in collaborazione con la Caritas diocesana, stanno realizzando le azioni grazie a un finanziamento della CEI.
Il progetto è volto a favorire una gestione più semplice dei tempi della famiglia, per esempio riguardanti il trasporto dei bambini a scuola; ad aiutare i genitori nella cura dei figli nelle ore serali e nell’avere così sufficiente tempo per la coppia; a migliorare l’accudimento dei bambini e ragazzi con attività adatte al loro sviluppo relazionale ed evolutivo; a sviluppare maggiori competenze nella gestione del bilancio familiare.
Sono stati attrezzati spazi parrocchiali sia outdoor che indoor e si stanno realizzando attività educative per i minori delle famiglie coinvolte, quali un orto didattico, un laboratorio teatrale, un laboratorio di lavori manuali per ragazzi.
Si sono svolti incontri di testimonianza presso altri gruppi famiglie e il progetto è stato presentato all’intera comunità diocesana il 12 dicembre 2015.
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ltre, l’esperienza del gruppo famiglie di Errano è riportata nel testo “Parrocchia e solidarietà familiare, profezia di comunione. Promuovere gruppi di famiglie solidali nella comunità ecclesiale locale”.
Angelo e Claudia Gambi
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