Ciao Damiano,
scrivo a te perché in questi giorni, dalla notizia della tua morte fino al funerale di ieri e chissà per quanto tempo ancora, ho immaginato spesso di reincontrarti e di aver tempo, modo di “fare due chiacchiere”, in leggerezza ma dal profondo, come sempre era così naturale per te arrivare con “nonchalance”, ma anche con decisione al nocciolo delle cose.
Fra le tante sensazioni e impressioni di questa tua brusca virata verso altri cieli, una cosa che mi ha colpito molto è stato il tributo di affetto, stima, lode e chi più ne ha più ne metta, che ti ha investito.
D’istinto ho pensato, “guarda un po’, bisogna morire prima che ti siano riconosciuti i meriti, il lavoro, tutta la ricchezza che sei stato per i tuoi e per il mondo”…
E questo pensiero lo rivolgo prima di tutto a me stessa, non perché non ci sia mai stato il modo di dimostrarti l’affetto, il rispetto e l’ammirazione, ma perché comunque non è stato abbastanza sia per te sia per me. Non ho trovato il tempo (come se anche il tempo non ci fosse regalato o prestato gratuitamente ?!) per condividere ogni volta che era importante farlo la tua amicizia, la tua intelligenza la tua visione delle cose, semplicemente la tua presenza. Pensa alla fine non sono riuscita nemmeno ad ospitarti nella nostra casa nuova…
Rivolgendo anche a tutti gli altri, persone e Istituzioni, associazioni, ecc. questo pensiero sulla lode postuma, vorrei comunque spiegare e spiegarti che il mio non è un rimprovero, si tratta più di una constatazione: non la cattiveria ci ha portati a questo, piuttosto la routine, il farsi prendere dalle mille cose di questo mondo, la poca abitudine all’ascolto, al silenzio, all’attenzione, tutte capacità di cui tu sei stato maestro (anche “troppo” forse? E penso alle tue lunghe pause) e forse proprio anche per l’imbarazzo, “il fastidio” di stare di fronte ad un maestro ci rende difficile dimostrare i nostri sentimenti e semplicemente cercare la presenza.
Comunque in conclusione del mio saluto sgangherato e troppo improntato nella difesa di quell’orgoglio così romagnolo che mi caratterizza, ti dico solo che questo è uno dei tanti argomenti di conversazione che avrei potuto e voluto affrontare con te e quindi lo ritengo rinviato per cause di forza maggiore e lo aggiungo alla lista dei miei argomenti di confronto con te in coda a quelli di tutti gli altri (prima quelli di Madda e delle tue figlie, poi quelli degli amici) sicura che ora il tuo sguardo sarà ancora più illuminante e veritiero di sempre.
GRAZIE DAMIANO, IL SIGNORE TI HA AMATO E TI HA DONATO UNA VITA PREZIOSA E RICCA E TU HAI FATTO FRUTTARE IL SUO DONO PER GODERE IL CENTUPLO QUAGGIU’ E L’ETERNITA’
un’amica storica dell’Ami