Chiama Damiano! Hai chiamato Damiano? Che ne dice Damiano? Chiediamo una mano a Damiano!? Sentiamo cosa pensa Damiano… noi chiamavamo. E la sua risposta era quasi sempre: «Pronti!» quando non rispondeva così solo tre erano le sue ragioni: «sono con le bambine», «sono con Maddalena», «sono al lavoro».
Non l’abbiamo conosciuto abbastanza; io l’ho conosciuto, a differenza di tanti, che eravamo entrambi adulti.
Il suo tempo era per tutti, per tutti coloro che avevano bisogno e per tutti coloro che si occupavano di pace, giustizia sociale, lavoro, diritti, solidarietà, casa, per le associazioni, le comunità le religioni, le persone, per i migranti, per i volontari, la sua chiesa fatta di popolo, per la politica che vuole trovare soluzioni, per la sua famiglia, ma anche per le tante famiglie e le tante persone che avevano in lui un riferimento.
Al di là dei buoni propositi siamo consapevoli che nessuno di noi potrà sostituirlo, nella sua unicità, nel suo carattere mite, riservato ma accogliente, severo ma disponibile, pacato ma presente nelle lotte.
C’era per le cose importanti: per l’acqua, per il clima, per la fame (e non solo quella che soffrono le popolazioni della terra).
Vorremo poter manifestare ai suoi cari, soprattutto a Maddalena e alle loro bambine, la nostra vicinanza per condividere con loro sofferenza e dolore, ma sappiamo che non è possibile, il loro è dolore più grande più forte che urla, che grida forte, che auguriamo smetta di essere così straziante, in modo che possa continuare a parlare ai loro cuori per sentire il loro Damiano per come loro veramente l’hanno conosciuto e amato, per sentirsi guidare e accompagnare come sempre ha fatto. Noi amici ci saremo, dovremo essere discreti ma presenti. Essere stati compagni di Damiano ci ha arricchiti, non dobbiamo disperdere questa ricchezza, facciamo in modo che le persone a lui più care le sue figlie e Maddalena possano contare e sapere che il loro Damiano attraverso di noi possa rispondere: «Pronti!».