Il ricordo di Cristina Ghetti

13 Maggio 2022
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Ho incontrato Damiano per la prima volta ormai molti anni fa, prima di prestare servizio con lui in Caritas. Andrai all’allora sede di via Minardi per ritirare alcuni cartelloni della campagna Acqua bene comune, da appendere nel corso di un evento. Perché Damiano non si spendeva con generosità solo in Caritas, ma per tantissime altre cause. Solo il tempo fornirà la giusta misura di quanto la sua mancanza ci peserà in molti altri ambiti. Mi venne ad aprire la porta con il sorriso sulle labbra. Mi colpirono il suo sguardo – attento, curioso, accogliente e dolcemente ironico – e i suoi sandali. I sandali di Damiano annunciavano la primavera, anche quando l’arrivo della primavera non era che una gioiosa speranza. Come lo sguardo, erano specchio del suo carattere: ottimista, tenace nell’attesa che il tempo (non solo quello metereologico) gli desse ragione e caparbio, perché le lotte (stavo per scrivere battaglie, ma a Damiano la parola non sarebbe di certo piaciuta), se si è certi che siano giuste – e le sue lo erano – devono essere portate avanti con fede e tenacia, al di là delle possibilità di successo.

Cristina Ghetti (volontaria del Cda Caritas)

 

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