“Noi siamo quelli della notte” – Il Piccolo 11/01/2019

Ho conosciuto una brava persona: Alì, un signore che tutte le mattine nelle giornate più calde dell’estate scorsa, si alzava alle 5:00, inforcava la bicicletta e dopo 15 km raggiungeva il posto di lavoro nelle campagne faentine nei pressi di Prada, per raccogliere la frutta, rimanendo tutta la giornata sotto il sole anche nei momenti più caldi, con solo pochi litri d’acqua per rinfrescarsi, dissetarsi e per sopportare la calura di quei giorni; fino alla sera, quando sulla sua sgangherata bicicletta e con la fatica della giornata tornava esausto a Faenza. Alì è costretta a lavorare pur essendo molto malato, perché deve mantenere due figli che non vede da anni. Si commuove spesso a parlarne… l’altra sera al telefono il più grande gli ha chiesto di incontrarlo dopo oltre un anno e mezzo che non si vedono; e lui … non ha potuto rassicurarlo.
Alla figlia più piccola di 8 anni serviva un grembiulino nuovo per la scuola e lo zainetto per i libri. Alì deve lavorare anche per questo, per permettere alla figlia di essere come gli altri, di poter partecipare alla vita scolastica nella sua cittadina in Marocco, con serenità e dignità.
Il 6 ottobre scorso però il contratto di lavoro stagionale è scaduto e Alì si è ritrovato senza lavoro; non potrà più spedire quel po’ di denaro indispensabile a sua moglie e alla sua famiglia. Nel frattempo la sua malattia, una patologia del sangue, si è aggravata e Alì dovrà cercare di curarsi.
Alì l’ho conosciuto alla Caritas, una notte durante il mio servizio all’accoglienza notturna del centro di ascolto Diocesano. Mi ha dato molto spiritualmente, perché mi ha dimostrato che anche nelle difficoltà si può mantenere dignità e rispetto per sè stessi, per gli altri e per le regole della convivenza civile.
Alì è uno dei tanti volti che ho potuto conoscere solo attraverso l’esperienza di volontariato all’accoglienza notturna del centro di ascolto, dove hai l’opportunità di incontrare uomini di ogni nazionalità, cultura e religione. 
Alla Caritas non ho avuto solo la possibilità di prestare servizio a delle persone in difficoltà ma anche di poter vivere, ogni volta che vado, un’occasione di arricchimento personale.

Non esiste alcun pericolo per gli operatori, esiste solo la possibilità di donare un po’ del proprio tempo e un po’ delle proprie energie alle tante persone spesso “invisibili” che ci stanno a fianco quotidianamente e che hanno bisogno solo di essere accolte, ascoltate e ospitate in un ambiente pulito, dove soprattutto possano ritrovare anche quelle relazioni sociali che da tempo hanno perduto.
La cosa più coinvolgente di questa esperienza di volontariato, è la possibilità di poter conoscere a tu per tu quelle persone che diversamente, incontrandole sulle strade, nei parcheggi o fuori dalle chiese, abbiamo spesso evitato anche di incrociare con lo sguardo…: il loro aspetto, la loro povertà ci mette in difficoltà, ci fa sentire a disagio, tentiamo di sfuggire; un’elemosina frettolosa ci mette il cuore in pace, passiamo oltre, pronti forse per un altro giudizio sommario sui tanti finiti ai margini della nostra società opulenta. 
L’accoglienza notturna degli ospiti favorisce l’incontro personale, sollecita il dialogo, la conoscenza reciproca, permette l’approfondimento dei problemi che vivono quotidianamente le persone ospitate, che non si riducono solo ad aspetti economici ma, più frequentemente soffrono della carenza di rapporti interpersonali tra loro e con i cittadini, vivendo difficoltà di carattere sanitario, problemi familiari, ecc.. Uomini che non incontrano più la loro famiglia da mesi, costretti a lavori difficili, faticosi, … pur di spedire qualche spicciolo a casa dove la povertà è molto più forte di quella che vivono loro qui a Faenza.

Tutto questo ti aiuta a riflettere, a emettere giudizi meno frettolosi, ad essere più attento e consapevole delle difficoltà delle persone che ti stanno accanto, permette soprattutto di apprezzare di più le relazioni interpersonali che arricchiscono la nostra vita.
L’accoglienza notturna del centro di ascolto Caritas è aperto 365 giorni l’anno….e sono tutte coperte da volontari….abbiamo bisogno anche di te! Vieni a darci una mano. 
Se hai voglia di provare questa esperienza chiama Il centro di ascolto allo 0546-680061.
Ti aspettiamo! Grazie.

Tiziano Conti, volontario del servizio di Accoglienza notturna Caritas Faenza