Caritas parrocchiali in cammino nelle periferie

25 Gennaio 2021
Categorie: Parrocchie, Povertà

Caritas diocesana Faenza-Modigliana e Fondazione Pro Solidarietate sostengono il servizio delle Caritas parrocchiali e di Unità pastorale del territorio diocesano e perseguono gli obbiettivi di creazione e rafforzamento delle stesse. Questo è un compito fondamentale degli organismi diocesani a servizio delle comunità parrocchiali e negli ultimi quattro anni, nella nostra realtà, si è intensificato anche con la creazione di una equipe di operatori e volontari che sostengono la formazione e il servizio delle varie Caritas parrocchiali.

Le Caritas parrocchiali hanno fra i loro compiti quello di animare la comunità alla carità. Cosa significa? Che oltre a organizzare in modo più diretto eventuali servizi  e aiuti dovrebbe poter animare tutti i membri della comunità alla chiamata alla carità. Questo non è un compito facile ma è essenziale perché la carità non sia affare che riguarda solo un numero limitato di fedeli impegnati, magari pensionati,generosissimi, ma che non possono farsi carico di tutto ed esaurire la vocazione alla carità di tutta la comunità. Inoltre non sono sempre semplici le situazioni che si trovano ad affrontare le nostre Caritas parrocchiali e saper ascoltare e osservare in profondità, collaborare e servire nel modo più opportuno  ed efficace richiede sapienza e attenzione. Per questo vanno animate, supportate e incoraggiate. È importante fornire strumenti e formazione, sostegno e aiuti concreti. Averne particolarmente cura.

Negli ultimi anni sono aumentate le Caritas parrocchiali attive in diocesi grazie anche a parroci  e persone che tanto lavorano perché tutti possano sentirsi  a casa nelle loro parrocchie. Le Caritas attive sono 25, 22 di esse forniscono viveri alle persone bisognose, le altre tre non hanno individuato questo come primo bisogno e si occupano più dell’ animazione della propria comunità e di altri bisogni che colgono nella propria realtà.

Il Laboratorio delle Caritas Parrocchiali, costituito da Caritas diocesana  coordinato dalla vicedirettrice Suor Nadia comprende anche Damiano Cavina (operatore) e quattro volontari che per il loro percorso personale hanno esperienza in questo campi  e la mettono generosamente a disposizione delle comunità che incontrano. Attraverso di  esso vengono offerti alle parrocchie incontri e in particolare percorsi di formazione (della durata di sette incontri circa). Il percorso base mira alla formazione (o rifondazione) della Caritas Parrocchiale e ad accompagnare questa a leggere i bisogni della propria realtà. Il percorso successivo vuole condurre alla creazione e gestione di un centro dei ascolto offrendo strumenti più specifici.

Sono stati conclusi corsi di formazione che hanno portato alla creazione di una Caritas e anche di un Centro di ascolto presso una parrocchia del centro città e due Unità Pastorali ampie che si trovavano in zone dove non era presente l’attività di Caritas, una di questa corrisponde ad un intera vallata. Inoltre è stato svolto un incontro di potenziamento per gli ascolti rivolto a 4 parrocchie da diversi ambiti della diocesi.

Ci sono quattro percorsi di formazione attivi.

Sono nove i Centri di ascolto parrocchiali o di unità pastorale. Uno di  essi si è appena costituito a seguito della formazione da parte del Laboratorio delle Caritas Parrocchiali e in questo frangente sta svolgendo un piccolo tirocinio,  presso il centro di ascolto diocesano accompagnato dall’ operatore e dalla stessa equipe del Centro. A breve partiranno a i centri di ascolto delle parrocchie di San Marco e San Giuseppe, a seguito del nostro accompagnamento.

Oltre al cammino di formazione l’ opportunità dei laboratori  e la disponibilità di un operatore a doc permette alle Caritas Parrocchiali di confrontarsi  e informarsi su come dispensare servizi con le opportune modalità, restano in rete con il centro d’ ascolto  e le altre Caritas Parrocchiali. Inoltre possono:

.Richiedere sussidi da un fondo messo a disposizione dal Vescovo di Faenza-Modigliana e venire  informate sulle modalità di accesso ai tale fondo o all’acquisto viveri

  • Ricevere consulenze sul metodo Caritas e le modalità di aiuto.
  • Venire informate e coinvolte sulle iniziative e i progetti di Caritas diocesana.
  • Richiedere  sostegno per la gestione delle persone con situazioni complicate
  • Migliorare la comunicazione con il Centro di ascolto diocesano
  • Migliorare la raccolta dei dati per l’Osservatorio delle Povertà e Risorse attraverso lo stimolo e l’accompagnamento dell’operatore
  • accedere al programma di raccolta dati (ospoweb) di Caritas Italiana e ricevere formazione sull’utilizzo di esso
  • Crescere nell’ attenzione alle nuove povertà anche con proposte concrete (emergenza abitativa,  ascolto di  anziani, diffusione palestre della memori e quanto lo Spirito suggerisce) anche in collaborazione con altre pastorali ( Pastorale della Salute, famigliare, Sociale, Giovanile).

Da alcuni anni si  sta lavorando in questa direzione, per sostenere le caritas parrocchiali  e farle crescere perché siamo certi  che sono le comunità che possono meglio osservare, ascoltare e discernere per agire e animare, nelle realtà in cui vivono, In questo tempo di pandemia poi le caritas hanno dato prova della loro preziosità, infati molte Caritas parrocchiali sono rimaste attive durante il periodo della prima ondata coronavirus per portare viveri e ascolto a domicilio, e tuttora offrono servizio, sempre con la massima attenzione alla sicurezza sanitaria.

Damiano Cavina e Suor Nadia

  • Categorie

  • Tag Cloud

  • Archivio

  •   Articolo precedente
    «
     
     Articolo successivo
    »