
La Caritas diocesana è impegnata nel progetto “Animati dalla Carità”, finanziato tramite fondi 8×1000: progetto che risponde all’esigenza di tornare a sottolineare la funzione pastorale della Caritas diocesana e dei gruppi Caritas parrocchiali, rimettendo al centro il compito di “animazione” della comunità come loro vocazione primaria. L’emergenza che stiamo vivendo dall’anno scorso ha messo in luce l’importanza della “narrazione”, non per esaltare l’impegno della Caritas, ma per “generare” nuove relazioni con giovani, associazioni e gruppi, aziende, etc. La crisi è, infatti, opportunità per ridare forza e valore alla fraternità che si sta concretizzando in vicinanza e sostegno reciproco.
Ora la sfida è interessare, coinvolgere, formare le comunità, per permettere loro di generare nuovi legami e diventare luoghi di incontro e solidarietà, a partire dagli ultimi. Per questo motivo si vuole dare spazio di “narrazione” a quei segni che portano con sé speranza e “voce” a chi si impegna in esperienze di solidarietà e carità nel nostro territorio. Si coglie l’occasione per invitare associazioni, gruppi, etc. che vogliano partecipare al progetto, a contattare: comunicazione@caritasfaenza.it
Quali iniziative a sostegno di tutta la comunità avete attivato in questi mesi per far fronte alla pandemia?
In realtà non abbiamo pensato a vere e proprie iniziative per la comunità ma cercato di sostenere le famiglie con figli disabili che sono nella nostra associazione con contatti quotidiani telefonici. Importante è stato durante il primo lockdown proporre attività al telefono di cucina, disegno, conteggio denaro per mantenere le competenze acquisite a scuola o in negozio dai ragazzi con disabilità.
Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato nel portare avanti le attività di cui sopra? E quali le soddisfazioni più grandi? Nelle attività di solidarietà che avete messo in campo, qual è l’episodio più significativo che ricordate?
Le difficolta riscontrate durante il primo lockdown sono state quelle delle norme di isolamento da rispettare ma questo non ci ha impedito di sentirci vicini e di continuare in modo diverso il nostro lavoro costruendo contatti on line con i nostri clienti per piccoli acquisti. La soddisfazione più grande è stata un piccolo contributo economico e in generi alimentari che abbiamo potuto dare ad una famiglia in difficoltà.
Quante persone sono interessate dalle vostre attività come destinatari e quante collaborano nella loro realizzazione (volontari o dipendenti)?
Venticinque famiglie in modo diretto, più molte altre in modo indiretto. Inoltre tutti i clienti della Bottega della Loggetta e gli amici che ci sostengono a parole e nei fatti.
Come ha risposto la comunità alle vostre iniziative?
La comunità è stata molto solidale, noi come associazione G.R.D. Genitori Ragazzi con Disabilità, insieme ad Anffas Faenza, Autismo Faenza, AmaniLibere Faenza, Si stiamo insieme Anmic Faenza portiamo avanti l’esperienza del GRUPPO DISABILITA’ FAENZA con il quale abbiamo a fine aprile 2020 avviato una campagna di crowdfunding intitolata #RESTIAMOVICINI per stare vicini alle famiglie con figli disabili e tutta la città ha risposto con generosità.
Pur nella difficoltà della pandemia, questi mesi sono stati anche l’occasione per creare nuove opportunità per voi? Se sì, in che modo?
Si, questi mesi sono stati anche un’opportunità per avviare la vendita on line e portare la spesa a domicilio, che è ancora possibile e che manterremo per il futuro. Inoltre la situazione obbligata di non contatto ci ha fatto scoprire modi nuovi per sentirsi vicini: le piattaforme telematiche oltre al classico telefono.
Che cosa auspicate per il futuro? Prevedete di continuare con queste attività?
Continuare ad essere solidali con tutti è sempre stato un nostro obiettivo perchè per fare inclusione bisogna essere inclusivi; questo periodo ha consolidato la consapevolezza che insieme si può fare di più.