
La Caritas non offre semplicemente dei servizi ai più bisognosi, ma è chiamata a far sì che tutta la comunità stia accanto agli ultimi. Da qui il ruolo sempre più importante delle 25 Caritas parrocchiali, tra cui figura quella del Duomo. “La nostra Caritas parrocchiale è nata da un paio d’anni grazie all’iniziativa di un gruppo di famiglie che volevano spendersi per gli altri – racconta Silvia Zucchini, una delle volontarie – e ogni 15 giorni ci adoperiamo nella distribuzione dei viveri”.
Al momento sono una quarantina le famiglie che si rivolgono a questa realtà nel centro di Faenza, anche se dopo il lockdown nuove persone sole hanno iniziato a rivolgersi alla Caritas, testimoniando l’emergere di nuove esigenze. “Non ci sono solo bisogni di cibo e vestiti – specifica Silvia – con la pandemia, in particolare, sono aumentate le difficoltà relazionali: tante persone si sono ritrovate sole e senza legami sociali, in particolare i più anziani. Inoltre è fondamentale aiutare le persone straniere a integrarsi sul territorio, e in centro storico sono molte: tante cose che noi diamo per scontate, come la compilazione di moduli, per loro non lo sono, ed è bello testimoniare e far vedere che c’è qualcuno che ti accompagna in questo cammino. Tante volte penso a come mi comporterei al loro posto, e quanto sarebbe importante, in quel caso, essere aiutata da qualcuno”.
Un cammino che ha lasciato piccole e grandi esperienze in ognuno dei volontari che ha deciso di mettersi in gioco. «Nel tendere una mano, si crea una relazione. Quest’esperienza finora è stata un crescendo di amicizia, sia tra volontari sia con le famiglie che vengono a bussare alla nostra porta. Con alcune di loro ci consideriamo come fratelli e sorelle… dopo le vacanze natalizie per esempio ci donano dei prodotti tipici del loro paese d’origine». Tra le iniziative messe in campo, la collaborazione con il catechismo per donare la cancelleria ai bambini più poveri: ognuno nel suo piccolo, infatti, può fare qualcosa per aiutare chi ha più bisogno.