
Luoghi di accoglienza e speranza, dove ricominciare e ritrovare se stessi. Lo scorso 19 marzo a Faenza, in via Manzoni, di fronte all’istituto Oriani, sono stati inaugurati i nuovi locali rinnovati del dormitorio maschile e del Centro diurno “La Tenda” della Caritas di Faenza. Due spazi fondamentali per offrire riparo, compagnia e opportunità a chi si trova in difficoltà. Il dormitorio maschile, attivo tutto l’anno, può ospitare fino a 14 persone. Nel 2024 ha accolto 52 ospiti per un totale di 3.986 accessi. Grazie al contributo di dieci volontari, il servizio si è evoluto con miglioramenti gestionali e nuovi spazi, tra cui un’area dedicata ai fumatori, richiesta da tempo dagli ospiti. Il centro diurno “La Tenda” è un punto di riferimento per chi vive situazioni di grave marginalità: offre socializzazione, giochi da tavolo, connessione wifi, letture e un ambiente riscaldato nei mesi invernali. Negli ultimi mesi dell’inverno 2023/24, ha registrato un aumento degli accessi, con una media di 7-8 persone al giorno e picchi di 10-15 presenze.

All’evento di inaugurazione hanno partecipato numerose autorità e rappresentanti della Caritas, tra cui il direttore don Emanuele Casadio, Donatella Di Fiore, presidente della Fondazione Pro Solidarietate, l’assessore al Welfare Davide Agresti e la dirigente dei Servizi Sociali Antonella Caranese.

Durante la cerimonia, diverse testimonianze hanno reso evidente il valore umano di questi spazi. Rachid, ex ospite del dormitorio e oggi custode della struttura, ha raccontato il suo percorso: «Vivevo in una situazione precaria, un conoscente mi ha parlato della Caritas e a Faenza ho trovato aiuto. Dopo un colloquio, ho iniziato a frequentare il dormitorio e la mensa, poi ho dato il mio contributo come volontario, nel frattempo ho trovato lavoro». A portare difficoltà nel percorso di inclusione, le pratiche burocratiche. «Ora attendo il rinnovo del permesso di soggiorno – commenta -, senza il quale è impossibile ottenere una residenza, ma questo luogo mi ha dato una speranza concreta».
Francesca, giovane scout del gruppo Faenza 2, ha parlato della sua esperienza di volontariato al centro diurno: «Passiamo il tempo insieme, offriamo merende e ascolto. È un’esperienza che mi sta arricchendo tantissimo». Paride, coordinatore dei volontari del dormitorio, ha sottolineato quanto il servizio sia formativo: «All’inizio è difficile da inquadrare, ma poi capisci il valore delle relazioni che si instaurano. Alla fine, ricevi molto più di quello che dai».

L’inaugurazione è stata quindi una festa, ma anche un momento per rinnovare la missione della Caritas: offrire rifugio, ascolto e opportunità di ripartenza. Un segno concreto dello spirito del Giubileo, che invita a vivere la carità con gesti autentici di accoglienza e condivisione. «Fare questo in un ambiento più bello e accogliente – conclude Nicola Rubbi,operatore del Centro di ascolto – rende tutto più piacevole, al di là del senso estetico. Aiuta noi e le persone che vivono un momento di fragilità a ritrovare bellezza nella propria vita».
Samuele Marchi