Luoghi per ritrovare bellezza nella propria vita: la Caritas rinnova i locali del dormitorio e del centro diurno ‘La Tenda’

2 Aprile 2025
Categorie: Povertà, Volontariato

Luoghi di accoglienza e speranza, dove ricominciare e ritrovare se stessi. Lo scorso 19 marzo a Faenza, in via Manzoni, di fronte all’istituto Oriani, sono stati inaugurati i nuovi locali rinnovati del dormitorio maschile e del Centro diurno “La Tenda” della Caritas di Faenza. Due spazi fondamentali per offrire riparo, compagnia e opportunità a chi si trova in difficoltà. Il dormitorio maschile, attivo tutto l’anno, può ospitare fino a 14 persone. Nel 2024 ha accolto 52 ospiti per un totale di 3.986 accessi. Grazie al contributo di dieci volontari, il servizio si è evoluto con miglioramenti gestionali e nuovi spazi, tra cui un’area dedicata ai fumatori, richiesta da tempo dagli ospiti. Il centro diurno “La Tenda” è un punto di riferimento per chi vive situazioni di grave marginalità: offre socializzazione, giochi da tavolo, connessione wifi, letture e un ambiente riscaldato nei mesi invernali. Negli ultimi mesi dell’inverno 2023/24, ha registrato un aumento degli accessi, con una media di 7-8 persone al giorno e picchi di 10-15 presenze.

All’evento di inaugurazione hanno partecipato numerose autorità e rappresentanti della Caritas, tra cui il direttore don Emanuele Casadio, Donatella Di Fiore, presidente della Fondazione Pro Solidarietate, l’assessore al Welfare Davide Agresti e la dirigente dei Servizi Sociali Antonella Caranese.

Le testimonianze: c’è Rachid, che da ospite è diventato custode del dormitorio

Durante la cerimonia, diverse testimonianze hanno reso evidente il valore umano di questi spazi. Rachid, ex ospite del dormitorio e oggi custode della struttura, ha raccontato il suo percorso: «Vivevo in una situazione precaria, un conoscente mi ha parlato della Caritas e a Faenza ho trovato aiuto. Dopo un colloquio, ho iniziato a frequentare il dormitorio e la mensa, poi ho dato il mio contributo come volontario, nel frattempo ho trovato lavoro». A portare difficoltà nel percorso di inclusione, le pratiche burocratiche. «Ora attendo il rinnovo del permesso di soggiorno – commenta -, senza il quale è impossibile ottenere una residenza, ma questo luogo mi ha dato una speranza concreta».

Francesca, giovane scout del gruppo Faenza 2, ha parlato della sua esperienza di volontariato al centro diurno: «Passiamo il tempo insieme, offriamo merende e ascolto. È un’esperienza che mi sta arricchendo tantissimo». Paride, coordinatore dei volontari del dormitorio, ha sottolineato quanto il servizio sia formativo: «All’inizio è difficile da inquadrare, ma poi capisci il valore delle relazioni che si instaurano. Alla fine, ricevi molto più di quello che dai».

Luoghi di relazione per chi vive momenti di fragilità

L’inaugurazione è stata quindi una festa, ma anche un momento per rinnovare la missione della Caritas: offrire rifugio, ascolto e opportunità di ripartenza. Un segno concreto dello spirito del Giubileo, che invita a vivere la carità con gesti autentici di accoglienza e condivisione. «Fare questo in un ambiento più bello e accogliente – conclude Nicola Rubbi,operatore del Centro di ascolto – rende tutto più piacevole, al di là del senso estetico. Aiuta noi e le persone che vivono un momento di fragilità a ritrovare bellezza nella propria vita».

Samuele Marchi

 

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