
Nella giornata di sabato 20 maggio il vescovo monsignor Mario Toso e il direttore della Caritas diocesana, don Emanuele Casadio, hanno fatto visita ai luoghi a Faenza dedicati all’accoglienza delle persone sfollate a causa dell’alluvione. Un’occasione per stare vicino a tutti coloro che in questo momento si trovano in difficoltà. “Non mi aspettavo tanto – ha raccontato un’anziana – che il vescovo venisse a trovarmi. Sono felice per questo incontro”. La Caritas ha messo in campo una serie di attività e di volontari a supporto delle persone: lunedì 22 e mercoledì 24 maggio, durante la mattinata (orario 9-12) il magazzino panni della Caritas di Faenza-Modigliana in centro storico, in via Seminario 3 è aperto al pubblico per la distribuzione di vestiti a tutte le persone che ne hanno bisogno.
Di seguito riportiamo la lettera del vescovo Mario e del presbiterio a tutta la popolazione, in questo momento difficile.
La tragedia che stiamo vivendo non lascia spazio a molti commenti. Sentiamo che le parole non rendono giustizia e non riescono a descrivere quello che stiamo vivendo in queste ore. Il tragico numero di vittime, che speriamo si arresti, domanda una fraterna preghiera di suffragio. Una devastazione inaspettata, la scoperta di un’impotenza disarmante, un senso di rabbia e di angoscia. Oggetti, beni, ricordi, luoghi che erano “casa” sono stati violati, come per la venuta di un ladro di notte, e le nostre sicurezze si sono sgretolate.
La scoperta della forza di questa terra che per tanto tempo abbiamo pensato di dominare, ci ha posto davanti ancora una volta alla nostra piccolezza. Allo stesso tempo ci sta mostrando il volto della vera fraternità, del dono di sé stessi per gli altri, per chi si trova nel bisogno.
Abbiamo negli occhi forze dell’ordine, pompieri, protezione civile, volontari e cittadini che coperti di fango, dalla testa ai piedi, si danno da fare con ogni mezzo per aiutare gli altri. Non dimentichiamo anche quanti non vediamo, in particolare alle Amministrazioni comunali, alla Soprintendenza e ai coordinatori della Protezione civile. A tutti il nostro grazie sincero. È commovente pensare che quel fango che tanto ci sta creando problemi è la cosa che più di ogni altra rende visibile il nostro essere comunità.
Io per primo sono stato aiutato dai volontari della Caritas diocesana perché come tanti di voi sono stato raggiunto dall’acqua cosi come diversi presbiteri e diaconi con le loro famiglie.
Condividendo con voi questa situazione vorremmo far presente alcune sollecitudini che riteniamo importate evidenziare in queste ore.
Dobbiamo comprendere e accettare che tra quel tutto che è stato perso, le cose che più piangiamo non sono cose puramente materiali, ma sono i piccoli ricordi degli affetti di una vita. Quanti anziani dicono: “ho perso tutti i miei ricordi”.
Infine, un abbraccio colmo di affetto a chi con discrezione, nel nascondimento e costanza, come lievito in mezzo all’impasto (Lc 13, 21), sta vivendo con fede questa emergenza e in maniera discreta e semplice sta testimoniando che le nostre ferite e sofferenze hanno senso solo nelle ferite eternamente vive del Risorto. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28, 20), ascoltiamo nel Vangelo in questa domenica: verso Gesù Cristo, asceso nella gloria, sia orientato il nostro sguardo, verso i fratelli le nostre mani e il nostro cuore, perché grazie a Lui e in Lui ogni parte di noi, anche le nostre ferite, hanno spazio nel cuore di Dio, Padre che mai ci abbandona.
20 maggio 2023
Il Vescovo e il presbiterio di Faenza-Modigliana