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RIFLESSIONE 6-12 MAGGIO 2019

QUALE CITTADINANZA???

Come siamo Messi
(Massimo Gramellini – 4 maggio 2019)

“Un bambino mi ha chiesto di spiegargli per quale ragione il fenomeno Leo Messi, che è nato in Argentina e abita in Spagna, abbia ricevuto la cartolina per presentarsi a votare in Italia, mentre la saltatrice con l’asta Great Nnachi, che in Italia ci è nata, non riesca a farsi convalidare il record nazionale appena stabilito. Voleva capire, il bambino, come mai a un signore che non parla italiano, ed è transitato in Italia solo per giocarvi qualche volta contro di noi, venga riconosciuto l’indubbio privilegio di scegliere tra Calenda e Salvini, mentre a una ragazzina di 14 anni che non ha conosciuto altra nazione che la nostra venga negato il diritto di finire sugli albi d’oro. Quel bambino mi ha assicurato di conoscere la differenza tra ius sanguinis e ius soli, ma di trovare ugualmente incomprensibile che un campione, a cui il nome del recanatese Leopardi forse dirà poco, risulti iscritto all’anagrafe di Recanati in virtù di un trisavolo emigrato a Rosario due secoli prima, mentre una ragazzina che le poesie di Leopardi le studia a scuola sia considerata una straniera in virtù dei genitori emigrati a Torino vent’anni fa. Il bambino, con tutta l’ingenuità dei bambini, mi ha detto: visto che Messi vale un botto, ma di lui non ce ne facciamo niente perché ha scelto di giocare con la nazionale argentina, non potremmo scambiare il suo certificato anagrafico con quello di una decina di fenomeni in erba come Nnachi? Gli ho risposto: non puoi capire, sono cose da grandi”.

La storia di Nnachi ricorda quella di Eduard Cristian Timbretti Gugiu, il vicecampione italiano di tuffi dalla piattaforma 10 metri, di origine romena, che non può essere convocato nelle selezioni nazionali perché in attesa della cittadinanza, e quella di Alessandra Ilic, 15enne serba cresciuta in Veneto, campionessa giovanile di judo, esclusa dalle nazionali perché non ancora maggiorenne: «Non mi arrendo, voglio continuare a combattere vestita d’azzurro», aveva raccontato al Corriere.

“Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio” (Efesini 2,17-19).


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