Dalla Messa celebrata da papa Francesco per l’ apertura della XXI Assemblea generale di Caritas Internationalis (23-28 maggio 2019)
“Il Vangelo è il nostro programma di vita, dice tutto. Ci insegna che le questioni non si affrontano con la ricetta pronta e che la fede non è una tabella di marcia, ma una ‘via’ da percorrere insieme, sempre insieme, con spirito di fiducia [… ]. Si diventa umili seguendo la via dell’ascolto, che trattiene dal volersi affermare, dal portare avanti risolutamente le proprie idee, dal ricercare consensi con ogni mezzo […]. L’umiltà nasce quando, anziché parlare, si ascolta; quando si smette di stare al centro. Poi cresce attraverso le umiliazioni. È la strada del servizio umile, quella che ha percorso Gesù. È su questa strada di carità che lo Spirito scende e orienta […]. Per chi vuole percorrere le vie della carità, l’umiltà e l’ascolto significano orecchio teso ai piccoli”, ha fatto notare Francesco: Barnaba e Paolo “erano gli ultimi arrivati, ma li lasciano riferire tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro”. Infine, l’ascolto della vita: “Paolo e Barnaba raccontano esperienze, non idee”. “La Chiesa fa discernimento così; non davanti al computer, ma davanti alla realtà delle persone”, ha affermato il Papa: “Persone prima dei programmi”.
“Dall’umiltà dell’ascolto al coraggio della rinuncia, tutto passa attraverso il carisma dell’insieme”. […]
“E così la comunità si fonda sulla Parola di Dio e rimane nel suo amore”.
Da qui l’invito a “stare davanti al tabernacolo e davanti ai tanti tabernacoli viventi che sono i poveri”. “L’Eucaristia e i poveri, tabernacolo fisso e tabernacoli mobili: lì si rimane nell’amore e si assorbe la mentalità del Pane spezzato”. “Quando invece ci tratteniamo dal dare, quando al primo posto ci sono i nostri interessi da difendere – il monito del Papa – non imitiamo il come di Dio, non siamo una Chiesa libera e liberante. (Avvenire 23 Maggio 2019)
