Nei momenti di queste settimane continuiamo a lasciarci prendere per mano da colui che viene definito “il cardinale della speranza”: il cardinale François Xavier Nguyên Van Thuân.
Loro poi mi raccontarono: «Quando il capo ci ha convocati per mandarci a controllarla, ci ha detto: “Andate a sorvegliare questo pericoloso vescovo. Non parlategli, altrimenti lui vi contaminerà e sarò costretto a cambiarvi dopo due settimane con un altro gruppo”». Il capo però li seguiva per controllare i loro atteggiamenti. Alla fine li riconvocò e disse loro: «Ormai non vi cambierò più, perché se vi cambio ogni due settimane, questo pericoloso vescovo contaminerà tutta la polizia».
Ciò di cui avevano paura è l’amore cristiano. Questi poliziotti mi domandavano spesso: «Lei ci ama o no?». «Sì, io vi amo, ho vissuto con voi tanti anni». «È veramente molto bello, ma impossibile. La mettiamo in prigione per più di dieci anni senza giudizio, senza sentenza, e lei ci ama?». «Io vi amo». «Perché?». «Perché Gesù mi ha insegnato ad amarvi e se voi volete uccidermi io continuo ad amarvi». «Noi abbiamo imparato soltanto l’odio e la vendetta, è impossibile amare i nemici». «Ma siamo insieme, voi siete miei amici». «È vero, ma è incomprensibile».
Io penso, carissimi amici, che ciò che la Chiesa può fare nella giustizia, nel perdono, nella riconciliazione è un contributo molto valido per la giustizia e per la pace nel mondo di oggi. Grazie.
