“Scelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati, che ero bambina e così sono stata e confido di continuare fino alla fine della mia vita. Volevo seguire solo Gesù Cristo. Null’altro mi interessava così fortemente: Lui e i poveri in Lui. Per Lui feci una scelta di povertà radicale”.
Così Annalena Tonelli, nata a Forlì nel 1943, raccontò la sua scelta di missionaria laica tra i poveri dell’Africa, dov’era approdata nel 1969. Molte le opere da lei attivate in Kenya e in Somalia, tra cui spiccano, a Borama, la Scuola speciale per sordomuti e bambini disabili e il Centro antitubercolosi, che assiste e guarisce migliaia di ammalati. Proprio a Borama venne uccisa la sera del 5 ottobre 2003, dopo trentacinque anni vissuti a testimoniare la radicalità evangelica in terra musulmana.
“Il più grande sbaglio, il più grave delitto è quello di pretendere di risolvere i problemi, di presumere di avere le capacità di farlo, bisogna accettare di fare un poco per pochi, per quei pochi che il Signore ha messo sul nostro cammino, ma quel poco bisogna farlo bene, con la massima dedizione, con la più rigorosa onestà, con tutto l’amore possibile del proprio cuore” (12 Agosto 1969).
“Ho la certezza che esiste una felicità per ogni singola creatura sulla faccia della terra, meglio una possibilità di felicità, una meravigliosa esaltante possibilità di aprire i propri boccioli chiusi e di fiorire alla vera vita” (10 Luglio 1969).
Buona settimana di servizio!
