In questo mondo pieno di conflitti e disparità occorre una responsabilizzazione da parte di tutti, a partire dai cristiani. Il cristiano, per sua vocazione, è fratello di ogni uomo, specie se povero, e anche se nemico. Non dite mai: ‘Io che c’entro?’. Bella parola per lavarsi le mani: ‘Io che c’entro?’. Uno sguardo misericordioso ci impegna all’audacia creativa dell’amore, ce n’è tanto bisogno! Siamo fratelli di tutti e, per questo, profeti di un mondo nuovo. E la Chiesa è segno di unità del genere umano, tra popoli, famiglie, culture.