«Pensare-secondo-Dio è pensare che c’è sempre, ancora, una possibilità. È pensare che l’uomo, il mondo, gli eventi, le relazioni sono sempre più grandi di come li percepiamo. È pensare che ogni cosa ha senso, anche se noi non siamo ora in grado di attribuirglielo, di comprenderlo, di condividerlo. È pensare che la nostra misura è troppo piccola, incostante, alterata, precaria per determinare la verità nostra, degli altri, della storia, di Dio. E’ pensare che l’impossibile è sempre un’occasione per Dio.
Pensare-secondo-Dio è lasciarsi pensare da Dio, e vivere come siamo pensati: vivere da figli, realizzando quell’esclusivo progetto di Dio che è in ognuno di noi.
Dio non pensa famiglie, comunità, monasteri, conventi.
Dio non pensa madri o padri, preti o suore, single o conviventi.
Dio non pensa scuole, università, fabbriche, ospedali, istituzioni.
Dio non pensa chiese, patronati, consigli pastorali, vicariali, diocesani.
Dio pensa l’uomo».
don Marco Pozza
