A fianco di ‘quelli della notte’: esperienze di volontariato al Centro notturno

17 Settembre 2020
Categorie: Ascolto, Volontariato
centro notturno

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Un servizio importante e speciale, che consente di dare un luogo per riposare di notte a chi una casa non ce l’ha e permette ai volontari di confrontarsi con una parte di mondo che spesso, presi dalla frenesia della quotidianità, dimentichiamo, e che avrebbe soprattutto bisogno, oltre che di aiuti materiali, di relazioni, di una buona parola, di sapere che c’è qualcuno assieme a te ‘nel buio della notte’.

Intervista a Tiziano Conti

Da alcuni anni Tiziano Conti è volontario all’accoglienza notturna del Centro di Ascolto della Caritas di Faenza: un’esperienza che l’ha arricchito e che gli permette di guardare oggi la realtà in maniera diversa, dando un volto e un nome alle tante storie di ‘quelli della notte’ che bussano alla porta del Centro di Ascolto. “Ho deciso di dedicarmi a questo servizio alcuni anni fa e, dopo che mi è stato proposto dagli operatori, ho avuto la fortuna di vivere un servizio bello, di per sé non particolarmente impegnativo, ma davvero molto utile”.

Gli ospiti del centro notturno di via D’Azzo Ubadini 5/7 rientrano in un progetto di recupero, accoglienza e assistenza delle persone in difficoltà. Dopo il riposo c’è chi, alle 5 del mattino, inforca la bicicletta e, dopo 15 km per raggiungere il luogo di lavoro nelle campagne faentine, rimane tutta la giornata sotto il sole, e chi invece si alza senza un reale obiettivo per quella giornata, tanto che la parola futuro sembra quasi aver perso ogni tipo di significato. Tra gli ospiti troviamo persone dalle culture molto differenti: da quella africana a quella est europea, ma sono presenti anche italiani, che hanno difficoltà lavorative o relazionali.

Compito del volontario è quello di gestire l’accoglienza e l’uscita degli ospiti. “L’accoglienza avviene dalle ore 21 e termina alle 7 del mattino – spiega Tiziano – All’arrivo si verificano le identità degli ospiti e si assegnano le camere da letto dopo aver misurato la temperatura corporea: il Covid ha infatti rivoluzionato anche le nostre modalità di accoglienza e ora tutte le stanze vengono periodicamente igienizzate, noi volontari dormiamo poi in stanze apposite e separate”.

Una separazione che però è solo spaziale. “Stando loro vicino in dormitorio hai un’occasione d’oro per imparare a conoscere queste persone e comprenderle. Questo è secondo me l’aspetto più bello di questo servizio”. La sera infatti si ha modo comunque di ritagliare quel po’ di tempo, prima di andare a dormire, per parlare, lasciando la frenesia del quotidiano dietro di sé e togliendo ogni tipo di barriera imposta dal lavoro, dalla propria condizione di vita o dalla propria cultura. “Ci si lascia avvicinare realmente – conferma Tiziano – e si abbandonano le logiche dell’elemosina, che a volte si possono avere nei confronti degli ospiti, per entrare in un rapporto più profondo con l’altro che aiuta anche noi”.

Superare i pregiudizi, la logica delle etnie, le differenze di classi sociali: sono queste alcuni degli aspetti che ha imparato Tiziano in questi anni, stando assieme a ‘quelli della notte’. “Ognuno di noi ha una forma di razzismo latente – spiega – che viene però superata nel momento in cui ti confronti direttamente con queste persone. Conosci concretamente tutte le situazioni pregresse che hanno portato questi ospiti a vivere in determinate condizioni e hanno difficoltà, ora, a vedere un futuro nella propria vita; e magari sono le stesse persone che vedi camminando per strada, ma di cui non ti sei mai reso conto. Spesso la pigrizia ci porta a costruire muri e barriere che ci allontanano dagli altri e il dormitorio è l’occasione per superarle”.

Come diventare volontari

Un nuovo modo per guardare la realtà che ci circonda, e il volontariato al centro notturno è una delle attività che ben si concilia per chi ha orari lavorativi. “Al momento presto due servizi al mese e siamo in tutto una quindicina tra operatori e volontari – afferma Tiziano – sicuramente se qualcun altro si unisse a noi sarebbe bellissimo, perché penso sia un servizio che possa regalare davvero tanto anche in maniera inaspettata”.

Per chi volesse sperimentare questa tipologia di servizio può contattare il Centro di Ascolto al tel. 0546 680061

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