Giornata mondiale dei poveri: il 17 novembre incontro con don Andres Bergamini a Pieve Tho

Quest’anno l’incontro di formazione a Pieve Thò nella giornata mondiale dei poveri, domenica 17 novembre, per gli educatori, catechisti, capi scout, operatori caritas della vallata del Lamone, si arricchisce della prospettiva del giubileo e diventa preparazione per tutto il vicariato, aperta a tutti, all’anno giubilare.

Papa Francesco ci invita ad essere “Pellegrini di Speranza” camminando insieme nelle nostre comunità cristiane e insieme agli uomini e donne di questo tempo. Nella bolla di indizione al n. 18 scrive così:  Sì, abbiamo bisogno di «abbondare nella speranza» (cfr. Rm 15,13) per testimoniare in modo credibile e attraente la fede e l’amore che portiamo nel cuore; perché la fede sia gioiosa, la carità entusiasta; perché ognuno sia in grado di donare anche solo un sorriso, un gesto di amicizia, uno sguardo fraterno, un ascolto sincero, un servizio gratuito, sapendo che, nello Spirito di Gesù, ciò può diventare per chi lo riceve un seme fecondo di speranza.

Abbiamo chiesto a don Andres Bergamini di aiutarci nella riflessione e nella condivisione dei cammini. Attualmente parroco nel quartiere Barca a Bologna, incaricato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, appartiene alle Famiglie della Visitazione, la comunità fondata dal compianto don Giovanni Nicolini che venne ad inaugurare i nostri incontri formativi in occasione della prima giornata mondiale dei poveri.

Don Andres viene da una famiglia religiosa che sul solco tracciato da Giuseppe Dossetti vive una assiduità con le Sante Scritture nella prossimità coi poveri e ha vissuto tutto questo per anni in Terra Santa.

La sera precedente, sabato 16 novembre al teatro dei Cappuccini di Faenza, avremo l’opportunità di riflettere nella lezione inaugurale della scuola di teologia con un altro testimone bolognese della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Monte Sole, fra Ignazio De Francesco, che ha vissuto l’ultimo anno nella comunità di Ain Arik in Cisgiordania e presenta il suo libro “Vivere senza la chiave”. Dialoghi fra carcere e città, Ed. Zikkaron frutto di venti anni di frequentazione e di ascolto nel carcere della Dozza, arricchita dagli studi di islamistica in Giordania e al Pisai, un esempio fecondo di incontro creativo attraverso il teatro di testi biblici, coranici e della tradizione rabbinica con puntuali rimandi all’attualità dei temi dell’etica, della giustizia, del diritto.

Scrive il Papa sempre nella bolla di indizione (n.10): “Per offrire ai detenuti un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta Santa in un carcere, perché sia per loro un simbolo che invita a guardare all’avvenire con speranza e con rinnovato impegno di vita”. Così sarà il 26 dicembre a Rebibbia e anche a noi dopo la presentazione del libro sarà data la possibilità di trasferirci attraverso lo spettacolo Joseph & Bros in una cella per immergerci nella vicenda biblica e coranica di Giuseppe e dei fratelli, un appello sempre attuale alla riconciliazione e alla fraternità e alle condizioni che le rendono talvolta (im)possibili.

La presenza di alcuni amici del centro di cultura islamica di Faenza e di altri della Comunità di Sasso Monte Gianni arricchirà l’ascolto e la condivisione delle proposte.

 

don Mirko Santandrea

Data Evento

17 Novembre 2024

Luogo