
È stato siglato oggi, 4 novembre, al Viminale, il Protocollo di intesa tra il Ministero degli Affari Esteri
e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e Politiche
migratorie, il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, la
Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche,
la Tavola Valdese, ARCI, INMP, UNHCR per la realizzazione del progetto “Corridoi
umanitari/Evacuazioni per l’Afghanistan”.
L’intesa permetterà l’ingresso legale e in sicurezza di 1200 cittadini afghani in evidente bisogno di
protezione internazionale nell’arco di due anni, con la possibilità di estendere la durata a 36 mesi.
Secondo quanto previsto, il progetto verrà sviluppato in Pakistan e Iran, ed in eventuali altri Paesi
di primo asilo/Paesi di transito. Le persone che arriveranno in Italia saranno accolte in diverse
diocesi dove, con il supporto delle Caritas locali, saranno sostenute in un percorso di integrazione
e inclusione.
“Proseguiamo nella positiva sperimentazione dei corridoi umanitari che, a partire dal 2017, hanno
permesso alla Chiesa che è in Italia di farsi prossima a quanti necessitano di protezione
internazionale. Grazie a Caritas Italiana, infatti, la CEI ha già contribuito ad offrire un’alternativa
legale a oltre mille persone provenienti dall’Etiopia, dal Niger, dalla Turchia, dalla Giordania”,
afferma Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI. “I corridoi umanitari – aggiunge –
rappresentano una via sicura per coloro che sono costretti a fuggire dalla propria terra e, allo stesso
tempo, dimostrano che soggetti istituzionali, governativi e non, della società civile e religiosa
possono cooperare fattivamente per trovare soluzioni concrete al dramma delle migrazioni. Per
questo auspichiamo che quello dei corridoi umanitari diventi uno strumento strutturale di gestione
delle politiche migratorie”